C’era una volta 🎵, proprio nel mezzo di un verde bosco, un’accogliente casetta di legno con il tetto ricoperto di muschio soffice e morbidoso. Ci viveva una famiglia di tre orsi, che conduceva una vita molto tranquilla.

C’era Papà Orso, grande e peloso, che faceva finta di essere molto feroce, ma in realtà aveva paura dei ragni 🎵 e piangeva leggendo le fiabe tristi 🎵. C’era Mamma Orsa, saggia e calma, che adorava leggere libri sullo yoga per orsi. E poi c’era Orsetto, un cucciolo così allegro e pieno di energia che, appena sveglio, correva in tondo 🎵 cercando di acchiapparsi la coda.

Una bella mattina, Mamma Orsa preparò la sua famosa pappa d’avena ai lamponi per colazione. La versò in tre scodelle, ma la pappa era così calda che sembravano tre piccoli vulcani 🎵 ribollenti.

«Dobbiamo aspettare che si raffreddi», sospirò Papà Orso, e il suo grande pancione 🎵 brontolò così forte da far tremare le finestre 🎵. «Andiamo a fare una passeggiata nell’attesa. Magari incontreremo uno scoiattolo e gli chiederemo cosa succede lassù sugli alberi.»

Mentre gli orsi erano a passeggio, una bambina con i capelli biondi e super ricci si avvicinò alla casetta. Si chiamava Riccioli d’Oro. Era una bambina molto dolce, ma aveva un piccolo difetto: era terribilmente curiosa. Quando sentì il profumino della pappa d’avena ai lamponi, il suo nasino la guidò 🎵 dritta dritta alla porta d’ingresso.

Si avvicinò al tavolo dove la colazione si stava raffreddando.

Assaggiò un boccone dalla scodella gigante di Papà Orso.

«Ahi, scotta troppo 🎵! A qualcuno qui piace il cibo bollente!» si lamentò Riccioli d’Oro.

Assaggiò un boccone dalla scodella media di Mamma Orsa.

«Brrr, questa invece è fredda come il gelato 🎵.»

Assaggiò un boccone dalla scodellina di Orsetto.

«Oh, questa è perfetta! Ed è quella con più lamponi in assoluto!» Sorrise e la mangiò tutta, fino all’ultima goccia, per poi fare un piccolo, educatissimo ruttino 🎵. «Ops, scusate.»