In una fresca sera di Halloween 🎵, i fratellini Lilli e Leo si vestirono con i loro costumi più fantasiosi.

Lilli divenne una fata scintillante 🎵, con le ali che brillavano sotto la luce dolce dei lampioni. Leo si trasformò in un cavaliere coraggioso; la sua armatura di cartone e vernice argentata luccicava, ed era pronto per l’avventura.

Il loro migliore amico, Max, vestito da saggio mago 🎵 con un lungo mantello e un cappello a punta, si unì a loro per la notte del “dolcetto o scherzetto”. Mentre andavano di casa in casa, riempiendo i loro sacchetti di dolcetti, notarono una strana busta nascosta tra le zucche sul portico di un vicino. La busta era di pergamena spessa, chiusa con un sigillo di ceralacca con impressa una bellissima “S”.

Incuriositi, si avvicinarono per leggere l’elegante scritta all’interno:

«Siete cordialmente invitati a una serata di mistero e meraviglia alla Villa del Vecchio Salice. Venite, se ne avete il coraggio 🎵

La Villa del Vecchio Salice era un luogo avvolto da antiche leggende, grande e imponente ai margini della città, all’ombra di enormi salici. Pochi osavano avvicinarsi, specialmente ad Halloween. L’emozione e un pizzico di paura fecero battere forte i loro cuori, ma il richiamo dell’avventura era irresistibile.

«Dovremmo andarci?» chiese Lilli, con gli occhi che brillavano.

«Assolutamente sì!» dichiarò Max, battendo a terra il suo bastone magico 🎵 con decisione.

Leo annuì. «Chissà quali meraviglie troveremo!»

Ma prima di partire, decisero di chiedere il permesso ai loro genitori. Mamma e papà si scambiarono un sorriso complice, come se sapessero qualcosa di speciale, e acconsentirono, a patto che restassero sempre tutti insieme. Con il permesso dei genitori, si incamminarono verso la villa che si stagliava contro il cielo stellato.

Il viaggio verso la 🎵 Villa del Vecchio Salice fu carico di attesa. Le foglie secche scricchiolavano sotto i loro passi e il vento portava il canto lontano degli uccelli notturni. La villa emerse dall’oscurità, grande e misteriosa, circondata da rami intrecciati.

Non appena si avvicinarono, i cancelli di ferro 🎵 si aprirono 🎵 lentamente, invitandoli a entrare. Il sentiero verso la porta era illuminato da lanterne che emettevano una luce delicata, creando ombre lunghe che danzavano sul terreno. I bambini si scambiarono un’occhiata emozionata prima di fare un passo avanti.

La porta d’ingresso della villa era di legno, enorme e decorata con bellissimi intagli. Si aprì senza fare rumore 🎵, rivelando un grande ingresso immerso nella luce calda delle candele. L’aria profumava di libri antichi e di qualcosa di dolce, come biscotti appena sfornati.

«C’è nessuno?» chiamò Leo con un po’ di timidezza, ma solo il silenzio gli rispose.

Si spinsero più all’interno, meravigliati dalle decorazioni: armature scintillanti che facevano la guardia, dipinti di paesaggi che sembravano quasi veri e vasi pieni di fiori d’autunno. Una magnifica scala saliva verso l’alto, con il corrimano lucido a specchio.