C’era una volta, in un giardino colorato, un semino minuscolo. Era così piccolo che persino le formiche dovevano mettere gli occhiali per vederlo! Ma anche se era piccino, aveva sogni ENORMI.

«Un giorno» sussurrò il semino tra sé e sé, dondolandosi per l’emozione, «diventerò il fiore più bello, più meraviglioso e più colorato di tutto il giardino! Sarò così alto da toccare le nuvole!»

Un giorno, arrivò un giardiniere con un enorme annaffiatoio.

«Oh mamma, cosa succederà adesso?» si domandò il semino mentre il giardiniere iniziava a bagnarlo 🎵.

Sotto terra era buio, ma il semino non aveva paura. Faceva calduccio, proprio come quando si indossa il pigiama più comodo del mondo.

«Domani comincerò a crescere» decise il semino, e si addormentò russando pian piano 🎵: «Ronf, ronf, ronf…»

Arrivò il mattino, ma qualcosa non andava. La terra era secca come un cracker.

«Uhm, dov’è finita la pioggia?» si chiese il semino. «Ho bisogno di più acqua!»

Passarono i giorni e non cadde nemmeno una goccia di pioggia. La terra diventò dura come la pietra 🎵.

«È davvero difficile» sospirò il semino. «Ma non mi arrendo! Nonna Nocciolo diceva sempre che la pazienza ripaga… anche se vorrei che ripagasse un po’ più in fretta!»

Una mattina, il semino sentì un rumore strano 🎵: plip-plop, splish-splash!

«Ciao, piccolino!» esclamò allegramente la Pioggia, inzuppando la terra. «Scusa per il ritardo. Sono rimasta bloccata nel traffico sopra il deserto!»

«Evviva!» esultò il semino, sentendo l’acqua che gli faceva il solletico sul guscio. «Meglio tardi che mai! Ora posso finalmente iniziare a crescere!»

E infatti, al semino spuntò prima una minuscola radice che sembrava una buffa codina. Poi apparve un germoglio verde che bucò il terreno.

«Wow! Che vista!» si meravigliò il semino, mentre il suo germoglio faceva capolino fuori dalla terra. «Vedo il mondo! È più grande di quanto pensassi e molto più… verde!»

Ma la gioia non durò a lungo. Tutt’intorno crescevano piante enormi con foglie grandi come ombrelloni, che coprivano il sole 🎵.